Le uve


i vitigni


Corvina, Molinara e Rondinella: queste le tre uve autoctone che hanno fatto la storia e la fortuna dei vini della Valpolicella fin dai tempi dei romani. Per tradizione sono considerate il simbolo viticolo della zona e, pur essendo prevalenti, sono affiancate anche da altre uve come Forselina, Negrara, Oseletta, Rossignola e Simesara e vitigni d’importazione.

La Cantina Santi ha scelto di esprimere la sua passione per il territorio della Valpolicella e la conoscenza dello stesso maturata durante la sua storia ultra centenaria, impiegando nei propri vini esclusivamente le uve autoctone di questa zona, con netta preponderanza per la Corvina, varietà dal grande potenziale fruttato che, se correttamente gestito in vigna così come in cantina, dà origine a vini moderni e piacevoli.

Corvina



Deve il suo nome alla intensa colorazione degli acini, molto scura, quasi nera. Dal vitigno Corvina si ottiene un vino di colore rosso intenso che al naso presenta aromi di prugna, ciliegia e di viola. È ricco in tannini dolci, di piacevole acidità e sapidità.

Corvinone



Il nome potrebbe ingannare, non è una versione più grossa della Corvina. L'acino è leggermente più elissoidale, di colore solitamente blu. La vinificazione di quest'uva produce vini fragranti con sentori di prugna e di spezie come il pepe. Tannini dolci, buona acidità e sapidità esaltano il retrogusto lungo.

Rondinella



Deve il suo nome con tutta probabilità al colore nero-bluastro dei suoi acini, che ricorda appunto il piumaggio della rondine. Vinificata in purezza (cosa che raramente avviene) dà un vino rosso rubino intenso, delicatamente fruttato al naso, di medio corpo, buona acidità, poco tannico, sapido e armonico.