Essenze locali


dalla vigna alla cantina


Ogni essenza caratterizza ed esalta alcuni aspetti organolettici dei vini della Valpolicella. Acacia, ciliegio, castagno e rovere sono essenze locali che da sempre condividono gli spazi con le viti.

Mentre in precedenza costituivano parte integrante dei vigneti ed elemento paesaggistico caratterizzante, da quando esiste la viticoltura intensiva (iniziata nella metà del 1800, diffusa da metà novecento) questi alberi sono stati relegati al margine dei vigneti stessi. Tuttavia il loro legno proseguiva il connubio con la vita in quanto per i grandi vini bianchi e rossi, venivano ampiamente utilizzati nella vinificazione (tini) e ancor più nella fase di affinamento.

Riproporre questo connubio perso nella metà del novecento, è oggi un modo per esaltare la forte relazione gustativo olfattiva tra uve ed essenze tipiche di un territorio. L’intenzione è quella di far leva sulla naturale esaltazione delle note tipiche dei vitigni della Valpolicella attraverso affinamenti svolti in legni locali, quali:

  • Ciliegio: Cede tannini dolci e aiuta il Ripasso e l’Amarone a mantenere la struttura tannica e il volume naturale; inoltre esalta le intense note fruttate tipiche della Corvina.
  • Castagno: Con la sua porosità apporta più ossigeno di tutti gli altri legni e il vino matura più velocemente, ma soprattutto il colore si stabilizza prima e si mantiene più violaceo; inoltre esalta le note di speziato come il pepe, tipiche del Corvinone.
  • Rovere: vitigno principe del terroir, la cui presenza diventa preponderante per restituire vini dallo stile elegantemente fruttato.
  • Acacia: Dona sentori di miele e polisaccaridi che arricchiscono il peso del vino, conferendo rotondità; ideale per vini dolci come il Recioto o in piccola percentuale nel Ripasso.