Botte grande


una tradizione italiana


A seguito della fase di pressatura delle uve e relativa vinificazione, si ha la fase di maturazione del vino, comunemente detta affinamento.

L’affinamento è il periodo compreso tra la fine delle fermentazioni e l’imbottigliamento, che varia in funzione di una serie di fattori del vino e che consente al vino di subire un’evoluzione armonica dei componenti che costituiscono il colore, l’aroma ed il sapore, ed avviene in contenitori di legno di varie dimensioni ed essenze legnose.

La cantina Santi utilizza botti che variano dai 25 agli 80 ettolitri per l’Amarone, con una capacità media di 40 ettolitri.

La scelta di utilizzare la botte grande si identifica nel basso rapporto che c’è fra vino e superficie di contatto con il legno. Questo vuol dire una minore ossigenazione ed una minore acquisizione di aromi da parte del vino, ceduti dal legno. Certamente esiste un rapporto ideale, diverso da vino a vino, dettato sia dallo stile ricercato che dalla esperienza maturata.

In questa maniera, durante l’affinamento, si raggiunge una lenta polimerizzazione delle sostanze fenoliche mentre i tempi di affinamento del vino si allungano; si ottiene anche un maggior equilibrio gustativo dovuto ai legami che si instaurano fra le centinaia di differenti molecole presenti nel vino. Solo lo scorrere, appunto, di un lungo tempo in un ambiente micro-ossigenante crea le condizioni ideali per sviluppare nuove molecole aromatiche complesse, fragranti e stabili.

Nell’arco di alcuni anni il vino viene travasato da una botte all’altra, permettendo di eliminare le sostanze che non riescono a trovare un equilibrio e che precipitano sul fondo della botte.

Il vantaggio dell’affinamento “tradizionale” sta nell’ottenere maggiore riconoscibilità dei profumi varietali dell’Amarone e nell’avere un vino che dopo quattro anni diventa stabile, dal punto di vista chimico-fisico e soprattutto organolettico.

Un vino che evidenzierà una piacevole complessità aromatica-gustativa e una lunga vita in bottiglia.