Territorio


Nel Salento. Una grande tela bianca

Il territorio


Bianca, come i suoi minuscoli e variegati paesi disseminati su ampi piani, tacco dello stivale, nel sud-est della Puglia tra il Mar Ionio e l’Adriatico, il Salento è una terra mite e piena di energia insieme.

Castello Monaci nasce qui: tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto, il vento di due mari accarezza 210 ettari di vigneti proprietà, a garanzia di una produzione pienamente artigianale. Fino ad oggi, con la luce del sole sempre protagonista. Come il barocco anche lo stile di vita è ricco di toni e sfaccettature, nuovo e vecchio insieme, sorprendente come il sole.

Ruvida ed elegante, ma anche vivace e dinamica, la gente di Castello Monaci ha il volto di Lecce, centro nevralgico del Salento. Qui si muovono religione, arte, musica, sapori, mode, su uno sfondo seicentesco ricco di ornati scultorei realizzati con pietra morbida color avorio.

Masseria Flaminio




A ridosso del mare, sulla vecchia strada Flaminia, 60 ettari di terreno sabbioso accolgono vitigni prevalentemente a bacca bianca, in particolare verdeca, fiano e chardonnay, oltre a piccoli appezzamenti destinati a ricerca e sviluppo. L’assenza di irrigazione, se non nei casi di estrema necessità, obbliga le radici delle piante a scendere in profondità, fino a trovare una sabbia che il mare vicino arricchisce di cloruri. Nascono da qui la mineralità e la sapidità che caratterizzano i vini di questo vigneto. La brezza costante che sale dal mare agisce come un antimuffa naturale e consente di non praticare il defogliamento.

All’ombra delle foglie, i nostri grappoli mantengono il proprio colore delicato, e donano al vino freschezza e acidità.
I vigneti circondano come un elegante giardino all’italiana la Masseria Flaminia, da tempo proprietà della nostra famiglia. 

Trepuzzi



 

Scendendo verso Lecce, nel cuore del Salento, Trepuzzi è la terra d’elezione del nostro primitivo. Si dice che nessun altro vino sappia rendere conto – così profondamente - del suo legame con il territorio.

Per produrlo, è stato scelto un cru di terra rossa ricca di ferro, che si estende per 10 ettari intorno all’antica Masseria Vittorio, dimora cinquecentesca circondata da una mirabile cinta muraria e da 650 maestosi ulivi secolari.
Monumenti innalzati dalla natura e modellati dal vento, dall’acqua e dal tempo.

I vigneti sono coltivati in asciutto, con una resa naturalmente molto bassa: unita al metodo di lavoro artigianale, ci permette di ottenere un primitivo caratterizzato da una non comune eleganza e da una singolare struttura.

Salice Salentino




Sulla strada che da Lecce porta verso Taranto, alle porte di Salice Salentino, una via che sembra tracciata da una riga attraversa e divide in due parti i 140 ettari di vigneti della tenuta di Castello Monaci, terra di mezzo tra due mari coltivata con vitigni autoctoni: primitivo, malvasia nera di Lecce e negroamaro.

Il syrah e lo chardonnay, invece, sono i vitigni internazionali prevalenti. Le radici delle viti, superato un primo strato di argilla e calcare, di circa un metro, attraversano facilmente la roccia tufacea, bianca, porosa e friabile, e trovano, anche nei momenti di maggiore siccità, il loro sostentamento.

Da qui la sensazione salina e minerale dei vini. La vendemmia avviene intorno alle due di notte. Le temperature più basse scongiurano il rischio di una fermentazione spontanea, che il caldo e la leggera pressione delle uve potrebbero provocare.